Il titolare di una ditta individuale operante nel settore edile cessa la propria attività e si trasferisce a vivere all’estero. A distanza di anni, riceve una comunicazione che lo informa di essere imputato perché avrebbe omesso la dichiarazione ai fini IVA, evadendo l’imposta (calcolata al 22%) per un ammontare di oltre 280mila euro, e avrebbe emesso a favore di un’altra società fatture per operazioni inesistenti per più di 100mila euro.
Con l’intervento dello studio Ceccarelli e Leonardi a sua difesa, il processo si conclude con una sentenza di assoluzione per entrambe le imputazioni perché il fatto non sussiste.
Infatti, lo studio ha rilevato come la stima dell’imposta evasa non poteva ritenersi corretta perché – trattandosi di attività edilizia – si sarebbe dovuta applicare un’aliquota del 10%: cosicché l’eventuale IVA evasa rimaneva al di sotto della soglia di punibilità penale, non costituendo reato.
Inoltre, lo studio ha dimostrato come il titolare della ditta non avrebbe potuto emettere le fatture contestate dal momento che si trovava all’estero; gli avvocati hanno anche rilevato nelle stesse fatture evidenti errori e significative anomalie che hanno impedito di ricondurle all’imputato.
Se sei un imprenditore, un libero professionista o titolare di una ditta individuale e hai ricevuto contestazioni in tema di omessa dichiarazione IVA, dichiarazione infedele, fatturazione di operazioni inesistente o altri reati di cui al d. lgs. 74/2000, rivolgendoti allo studio Ceccarelli e Leonardi troverai professionisti preparati, in grado di aiutarti.

