APPROPRIAZIONE INDEBITA: ILLEGITTIMA LA PENA MINIMA DI 2 ANNI

Con la sentenza n. 24 del 22 marzo 2024, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’innalzamento della pena minima a due anni per il reato di appropriazione indebita, perché è in contrasto con gli articoli 3 e 27 comma 3 della Costituzione. La Corte era stata chiamata a pronunciarsi rispetto alla modifica dell’art. 646 comma 1 del codice penale, che cambia la pena di reclusione da “fino a cinque anni” a “da due a cinque anni”.

La Corte Costituzionale ha dunque ritenuto “oscura la ragione che ha indotto il legislatore a innalzare a due anni la pena minima che dal 1931 al 2019 era stata pari a quindici giorni di reclusione” e ciò “a fronte del dato di comune esperienza che il delitto di appropriazione indebita comprende condotte di disvalore assai differenziato: produttive ora di danni assai rilevanti alle persone offese, ora di pregiudizi patrimoniali in definitiva modesti”.

Per la Corte sono proprio i casi di minore gravità a non rientrare tra quelle condotte che precederebbero la corruzione, il reato che il legislatore intendeva combattere più efficacemente attraverso l’innalzamento della pena minima. Inoltre, i due anni minimi di reclusione appaiono una pena “manifestamente sproporzionata rispetto a quella minima (di sei mesi di reclusione) oggi prevista per un furto e una truffa che, in ipotesi, producano esattamente lo stesso danno patrimoniale di 200 euro”. Il pronunciamento della Corte Costituzionale ha quindi determinato la cancellazione dei due anni come pena minima, che viene invece automaticamente fissata in quella prevista dal Codice penale per la reclusione: 15 giorni di reclusione.

Che cosa succede per le sentenze di condanna irrevocabili già pronunciate sulla scorta di un articolo di legge (il 646) poi dichiarato illegittimo costituzionalmente? Dal momento che l’incostituzionalità ha riflessi sulla pena irrogata, il giudice – qualora la pena non sia ancora completamente eseguita – deve rideterminarla a favore del condannato.

Rivolgendoti allo studio legale Ceccarelli Leonardi potrai presentare la necessaria giusta istanza di rideterminazione della pena attraverso l’incidente di esecuzione è in grado di occuparsene.