LA SOTTILE LINEA TRA DIFFAMAZIONE E DIRITTO DI CRONACA

Un giornalista viene denunciato per un articolo in cui aveva riportato una contrapposizione politica tra alcuni membri di una Giunta comunale e l’opposizione. La procura competente formula la richiesta di archiviazione, alla quale si oppongono le persone offese denuncianti. Viene fissata l’udienza avanti al GIP (giudice per le indagini preliminari) e finalmente, tramite la notifica del procedimento, il giornalista scopre di essere stato denunciato.

Si rivolge allo studio Ceccarelli e Leonardi che, anche attraverso una memoria difensiva molto esaustiva, discussa poi in udienza, evidenzia come non sussista affatto alcun reato di diffamazione: infatti, quanto riportato nell’articolo incriminato rientra nel diritto di cronaca, dal momento che non era stata superata la soglia di continenza verbale. Oltretutto tenendo conto che si trattava di un dibattito che aveva assunto carattere anche politico e che riguardava una questione divenuta di interesse pubblico.

Il procedimento si è concluso con l’accoglimento da parte del giudice della richiesta di archiviazione, non avendo l’accaduto alcuna rilevanza penale.

Oggi, nell’epoca dei social, delle recensioni, dei commenti on-line bisogna sempre prestare molta attenzione alle parole e ai termini che si usano e ai riferimenti personali che si fanno, perché non sono parole al vento che sfuggono, ma segni che rimangono presenti e che potenzialmente possono raggiungere migliaia e migliaia di persone.

Per questo, infatti, la diffamazione sui social network e su Internet viene considerata aggravata dall’uso del mezzo della stampa e quindi è punita con una pena maggiore.

Pertanto, se hai visto tra le recensioni al tuo locale, al tuo ristorante, alla tua attività commenti molto aggressivi e offensivi, o se sei stato denunciato per qualcosa che hai scritto sui social o sul giornale, rivolgendoti allo studio Ceccarelli e Leonardi potrai ricevere la giusta ed efficace assistenza, dopo avere compreso se si tratta effettivamente di giudizi diffamatori o per difenderti da un’accusa ingiusta di diffamazione.